L’arte di saper rinunciare.

dsc_0102

 

 

Ogni giorno vengo inevitabilmente a contatto con molte mamme, e nella maggior parte di loro (ma in me per prima) vedo molta tensione e tanti sorrisi tirati rivolti ai loro piccoli, sorrisi che sanno di stanchezza e responsabilità, troppe responsabilità. E non mi riferisco soltanto agli obblighi che ci sentiamo di avere nei confronti dei nostri figli.
Già, perchè una mamma, al giorno d’oggi, deve aver letto almeno due o tre testi di psicologia infantile ed essere sempre aggiornata sugli ultimi sviluppi della pedagogia, praticare la resilienza come suo unico credo, e mai, per nessun motivo, alzare la voce. Questo per poter crescere dei bambini…sani di mente, perchè la loro felicità non è comunque garantita.
Inoltre deve dedicarsi con amore alla cucina, saper preparare dei piatti gustosi, sani e senza glutine, latticini, o altre sostanze che il diavolo ha messo sulle nostre tavole.
Deve avere estrema cura del suo aspetto fisico, perchè l’essere diventata mamma non può certo diventare una scusa per lasciarsi andare…e quindi largo alle più disparate (e disperate) attività fisiche, alle dichiarazioni di guerra a cellulite e rughe (entrambe battaglie perse, per altro) e allo shopping compulsivo, che mica ci si può vestire come una nonna, e nemmeno in tuta da ginnastica, neanche per andare a guardare i tuoi figli che si rotolano nella terra al parco giochi, non sia mai.
Una madre che si rispetti, poi, deve avere anche una casa rispettabile, che assomigli il più possibile ad una rivista di arredamento, ma con alcuni tocchi personali. Per questa ragione deve sviluppare nel tempo libero (…quale???) le sue qualità manuali per esercitare la nobile arte del fai da te, rigorosamente riciclando materiale che altrimenti finirebbe nei rifiuti. Ciclicamente, infine, deve dedicarsi al decluttering (non sapete di cosa parlo? Andate subito a leggervi il libro di Marie Kondo, per carità!), ribaltando ogni angolo della casa ed entrando in connessione con ogni singolo oggetto che essa contiene, per decidere se tenerlo o meno. Una casa in ordine, infatti, garantisce la serenità.
Se poi ha la fortuna di crescere i suoi figli assieme ad un compagno, beh…la sera dovrebbe tirar fuori tutta la sua carica erotica (anzichè sdravaccarsi finalmente sul divano), non dimentichiamo quanto sia importante esplorare la propria sessualità per sentirsi finalmente libere.
Una madre che lavora, ricordiamolo, non deve certo accontentarsi di un part-time, rinunciando ad alcune mansioni, no! Deve invece dimostrare a tutti i colleghi uomini di poter fare meglio di loro, in meno tempo, e possibilmente guadagnando meno.
Mentre invece, alle mamme che stanno a casa, delle fallite, non è assolutamente mai concesso aver bisogno di aiuto, visto che non lavorano.
Ecco.
Ora capite i sorrisi tirati?
Io credo che sia proprio arrivato il momento di guardarsi allo specchio e di dirsi che “non ce la possiamo fare”, semplicemente perchè le cose importanti non sono queste.
Prendiamoci una pausa, quando ne abbiamo bisogno, e lasciamo indietro qualcuno dei nostri “doveri”, ricordiamoci che chiedere aiuto non significa aver fallito, e cerchiamo di giudicarci meno. Un sorriso sincero ed i capelli un po’ arruffati non possono che giovare a noi e a chi ci circonda.
Cominciamo a praticare l’arte del saper rinunciare (alla perfezione).

Annunci

Da donna a donna.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

Ci sono diverse cose che vorrei riuscire a trasmettere ad Anna, quando sarà cresciuta…una di queste è l’amore per le donne.
Ho passato l’adolescenza pensando che i maschi fossero di gran lunga più fichi (passatemi il termine, ma era proprio ciò che pensavo) delle femmine…il mio genere d’appartenenza era decisamente troppo frivolo per i miei gusti, e faticavo a trovare solidarietà e comprensione, o forse le cercavo con poca convinzione…finendo per vedere soltanto invidia e tante tante critiche feroci.
Avevo le mie amiche, poche, ma mi ritrovavo molto di più nella semplicità maschile.
Oggi, alla veneranda età di (quasi) 35 anni, apprezzo finalmente ciò che è femminile, e adoro le chiacchiere tra donne.
Forse è proprio quell’essere diventate donne, a cambiare l’equazione, assieme al fatto di averne conosciute diverse che sono proprio in gamba; sicuramente il fatto di essere anche mamme, e quindi meno concentrate su noi stesse, ci rende più solidali tra noi, essendo tutte abbondantemente incasinate.
Di sicuro ho accettato il fatto che uomini e donne sono diversi, cosa che per anni ho negato in nome di una parità utopistica. Sostengo sempre la parità tra sessi, ma riconoscendo le innegabili differenze che ci sono, e che si acuiscono sempre di più, ahimè, con il passare degli anni.
E poi ho scoperto quanto sia bello confrontarsi con chi ha valori diversi dai tuoi, “rubando” le cose buone, riflettendo su quanto non ci sembra condivisibile, appianando sempre più le diseguaglianze in nome di una riscoperta appartenenza.
Spero che Anna non abbia tutti i pregiudizi che ho avuto io, da ragazza, nei confronti delle mie coetanee, spero riesca a trovare quel sostegno e quella solidarietà femminile che a me sono un po’ mancate, e che, in alcuni momenti, sarebbero state di grande aiuto.

Vi offro Oh, Pretty Woman, in una cover di John & Jacob.

Buon weekend!