Festa in vista.

A breve festeggeremo il secondo compleanno di Tobia.

Devo scriverlo per rendermene conto davvero, perchè 2 anni sono letteralmente volati da queste parti.

Per ora, comunque, concentriamoci sulla festa: ho pensato di realizzare qualche decorazione adoperando elementi naturali come foglie, pigne, ghiande, zucche, mele, fiori…ecco un po’ di idee.

via knittedbliss.com

da thechicsite.com

via too-much-time.com

via hellohydrangea.com

E poi un po’ di ispirazione per quanto riguarda il cibo.

via babble.com

via bakelovegive.com

Per ora non vi posso ancora offrire nulla di tutto ciò…ma la consueta cover, si! Qualcosa di festoso, Uptown funk, in un’originale versione di (!!!) Ben Caplan & Old Man Luedecke.

Buon weekend!

Ordine.

ordine

 

 

Dopo aver letto questo post circa la vita dei blog (sono ormai
desueti e destinati alla morte? nascono, ormai, solo per diventare fonte di guadagno per chi li scrive? quali sopravviveranno?), mi sono interrogata sul motivo per cui ho aperto il mio blog.
L’ho fatto in parte per la mia sanità mentale, per obbligarmi a pensare un po’ più in là dei miei bambini (pur scrivendo anche di loro), in parte perché amo scrivere da sempre e non lo facevo da troppo tempo, in parte per mettere in ordine un po’ di cose.
I figli si portano appresso un’ondata di caos che travolge la vita dei genitori…caos emotivo, ma anche vero e proprio disordine, fatto di lego che ti si conficcano nei piedi quando meno te lo aspetti, di calzini che compaiono in ogni angolo della casa (preferibilmente sporchi e spaiati), di briciole sul divano e tanto tanto altro.
Passo molto tempo a mettere a posto giocattoli, rifare letti, rassettare stanze, riporre vestiti…altrui, e mai come ora sento il bisogno di mettere in ordine i miei cassetti, i miei ricordi, i miei buoni propositi, la mia persona, i miei sentimenti, le mie idee. Poi però, il tempo che dedico a pensare (davvero) a me stessa è poco, anche perché mi sembra sempre di sottrarlo a qualcosa/qualcuno di più importante.
Quante volte ho detto ad Anna e Tobia “c’è qui la mamma, ora è tutto a posto”? Ora con me non funziona più…non sono più in quella fase della vita in cui una semplice frase riusciva a sistemare ogni cosa.
Ecco, questo blog, oltre ad essere un ordinatissimo album dei ricordi passati, mi aiuta a rimanere focalizzata sui miei obiettivi futuri, mi aiuta a metterMi in ordine.

 

Nota: la foto di cui sopra, non è stata preparata ad hoc. Il povero Ken l’ho trovato proprio così, qualche tempo fa…probabilmente in hangover dopo una seratona con Elsa e un Minipony.

Usciamo?

Usciamo-

 

Ogni mattina uscire di casa somiglia ad un traguardo inarrivabile da queste parti…
Mirko di solito è già in viaggio quando io mi alzo alle 7, ogni tanto da sola, spesso assieme a Tobia, che appena sveglio sente l’impellente bisogno di mangiare ed inizia con la sua litania “attecocchi, attecocchi, attecocchi…” (latte e biscotti), proseguendo fino a che non viene accontentato. Faccio colazione con il mio bimbo, perciò vengo interrotta un numero indefinito di volte per i più svariati motivi: devo aiutarlo a mangiare, devo assaggiare i suoi biscotti, devo fargli assaggiare la mia colazione, devo pulire dal pavimento il latte che ha rovesciato, devo spiegargli che quella tazza va benissimo anche se non è la sua, o che il latte non è troppo caldo, etc etc…
Anna, a parte rare eccezioni, la devo svegliare alle 7:45, e, a differenza di Tobia, devo convincerla a fare colazione prima che si metta a giocare con qualcosa. Mentre lei mangia, se riesco a braccare il piccolo, lo lavo e lo vesto, altrimenti mi preparo io, nel frattempo controllo a distanza che Anna non si distragga tra un biscotto e l’altro.
Cerco di prepararmi il più velocemente possibile, e intanto vengo interrotta un numero indefinito di volte per i più svariati motivi: manca qualcosa in tavola, non si trova qualche gioco, qualcuno si è fatto male, etc etc…
Una volta pronta dò ad Anna i suoi vestiti e, controllando a distanza che non si distragga tra un calzino e una maglietta, cambio e vesto Tobia (se non ci sono riuscita prima), lavo denti, faccini addormentati e nasini, poi (forse!) siamo pronti per metterci scarpe e giacca.
Ovviamente è in questo momento, quando siamo vestiti di tutto punto, che si presentano i seguenti inconvenienti: ad Anna scappa la pipì, io non trovo le chiavi di casa, Tobia ha fatto la cacca e va cambiato di nuovo.
Superati anche questi ultimi ostacoli, riusciamo finalmente ad uscire di casa, sempre entro le 8.30.
Mi domando come potevo arrivare tardi in ufficio, quando non avevo figli, pivella…
Il lato positivo è che, dopo un inizio così, la giornata non può che migliorare!
Oggi vi offro una canzone gioiosa, come le nostre mattine nel fine settimana, Walk like an Egyptian, nella versione di KT Tunstall.

Buon weekend!

Distacchi

distacchi

 

 

Settembre è cominciato già da un po’, ed io sono stata concentratissima su Tobia e il suo ingresso all’asilo nido, che si è rivelato più difficile del previsto.
Devo ammettere che non ero affatto preparata, dato che con Anna era stato tutto fin troppo facile (mai versata una lacrima), ed anche se ero sicura che il mio bimbo avrebbe pianto, quello che non sapevo era come sarei stata io.
E io sono stata malissimo.
Purtroppo, nel bel mezzo dell’inserimento, la maestra di Tobia si è ammalata, e quindi ho dovuto lasciarlo triste e disperato nelle braccia di una perfetta sconosciuta (per lui) proprio nel giorno in cui si sarebbe fermato da solo anche a pranzo…e quando dico triste e disperato, intendo che me l’hanno dovuto strappare di dosso mentre con le lacrime agli occhi urlava “maaaaaammaaaa”.
Potevo mettermi a piangere e urlare pure io?! Per qualche motivo…no.
E così me ne sono andata fingendo compostezza e tranquillità, ed ho vagato per due ore senza sapere cosa fare, completamente persa…domandandomi se ero diventata una di quelle mamme fragili, generatrici di maschi italici mammoni-futuri bamboccioni, domandandomi se ero davvero io la stessa mamma di quella gioiosa bambina indipendente che è Anna.
Camminavo e la mia testa non la smetteva di fare domande: con quale dei due ho sbagliato? Troppo attaccata al maschio? Troppo poco affetuosa con la femmina? Sto causando un trauma irreparabile al mio secondogenito?
Finchè non sono arrivate le risposte.
Si, ho sicuramente sbagliato qualcosa con entrambi i miei figli, e ci sono ottime probabilità che continuerò a farlo.
Anna e Tobia sono diversi, reagiscono alle cose in modo diverso, e hanno bisogno di cose diverse.
Fortunatamente i bambini attingono a risorse che spesso noi adulti non immaginiamo nemmeno, dimostrandosi più forti di noi.
In fondo il viaggio di un genitore è bello per questo: si scoprono sempre nuove caratteristiche dei propri figli, e nuovi aspetti di sé stessi.

Comunque è finita anche la terza settimana di nido, e Tobia da giovedì (!!) ha cominciato a rilassarsi un pochino…non è ancora del tutto convinto che questa cosa dell’asilo faccia per lui, ma se ne farà una ragione, spero!
E infine…è venerdì, ed avendo (in parte) recuperato le mie facoltà mentali, sono ritornata in questo posto anche per offrirvi la consueta cover. Il pezzo mi piace moltissimo, ed è Son of a preacher man, e la versione è di Roo & The Howl.

Buon weekend!

 

Arrivederci!

arrivederci_estate

 

E’ arrivato settembre, e qui ci sono cambiamenti in atto, stiamo andando incontro ad una nuova routine fatta di asilo nido, scuola materna, lezioni di danza, tempo per me (!!!), ricerca di un lavoro, etc etc etc…
Ma prima di accogliere con tutti gli onori il nuovo mese, sento di dover dare un arrivederci ai mesi estivi, lunghissimi e caldissimi mesi durante i quali, da queste parti, questo è quanto è successo.

Anna ha riscoperto un po’ di gelosia nei confronti del fratellino, stare assieme a lui tutto il giorno le ha pesato un bel po’, ha voluto tagliarsi i capelli corti corti corti, e non ha smesso di stupirmi con la sua favella.

Anna “mamma, cos’è una tappezzeria?”
(nello specifico trattavasi di un’antica decorazione appesa ad un muro)
Io “beh…è una specie di dipinto, ma fatto come un tappeto…insomma…”
Anna “ah! come un arazzo?”
Io “si, ecco.”
(E allora, se sai già tutto…)

Tobia ha cominciato ad usare il vasino quando eravamo al mare, per poi smettere una volta rientrati a casa. Vabbeh…ci riproveremo. Ha acquisito un vocabolario di tutto rispetto, ma storpia, accorcia e modifica ogni parola, ne pronuncia alla perfezione soltanto sette: Anna, mamma, papà, nonno, nonna, ukulele e tatuaggio (?! non chiedetemi, davvero…)

Merida, colei che rifiuta prosciutto, lardo, carne e qualsiasi cibo per gatti diverso dal suo, ha scoperto una passione per il cavolo cappuccio, inoltre adopera con parsimonia la sua lettiera, l’ha sostituita con entusiasmo con i vasi delle mie piante, sul terrazzo…vuoi mettere il contatto con la natura?!

Oggi vi faccio ascoltare Jack Savoretti, con Ancora tu, celebre pezzo del celebre Lucio Battisti.

Buon weekend!

 

Paura…d’amore.

amore

La settimana scorsa Anna si è fermata a dormire dai nonni per una notte. Lei si è divertita moltissimo ed è stata viziata a dovere (come è giusto che sia), noi invece abbiamo passato una notte…da paura.
Tobia, infatti, si è svegliato un paio di volte in preda ad un pavor nocturnus.
Per chi di voi non ha avuto il piacere di conoscerlo, trattasi di un disturbo del sonno tipico dei bambini, che si svegliano (forse a causa di un incubo) piangendo e urlando, non riconoscono i genitori, e se consolati reagiscono urlando sempre più terrorizzati…insomma, un’esperienza spaventosa per chi lo vive, ma anche per chi gli sta accanto, ve lo assicuro. Anna ne aveva sofferto per un breve periodo, quando è nato Tobia, ed avevo imparato a gestirli…il problema però è riconoscerli…soprattutto la prima volta che si presentano. Il secondo attacco notturno, infatti, è durato molto meno, perché ho parlato sottovoce e con tranquillità a Tobia (per quanto si riesca a parlare con calma ad un bambino urlante che si butta per terra) evitando il più possibile di toccarlo.
Dopo quella notte, comunque, non è più accaduto un episodio del genere, tant’è che io e Mirko pensiamo sia stato una conseguenza del fatto che Anna non era in camera con lui…ditemi voi se questo non è amore?!
Io di sicuro non ho intenzione di ripetere quest’esperienza per levarmi ogni dubbio, perciò se Anna vorrà dormire ancora dai nonni, mi sa che lo dovrà fare assieme a suo fratello.
A voi, anziché un (brutto) sogno notturno…offro Daydream! Ve la canta Paolo Nutini, bello e bravo…ha solo qualche problema a fischiettare, pare.

Buon weekend!

Pronti all’avventura.

tobia

 

Tra un paio di settimane Tobia inizierà l’inserimento all’asilo nido.
Non sono preoccupata, con Anna è stata una bellissima esperienza, ed è arrivato il momento per il piccolo di casa, di farsi degli amici tutti suoi e di esplorare un po’ il mondo senza la sua mamma (per ben 4 ore al giorno!!).
Quello che mi mette più in difficoltà, in realtà, è il primo colloquio con l’educatrice, quello in cui dovrò parlare del mio bambino… Non ho nulla di particolare da riferire: i miei figli non hanno mai avuto esigenze speciali né oggetti transizionali da portarsi dietro, mangiano più o meno di tutto e amano i libri. Tobia, a differenza di Anna, non usa nemmeno il ciuccio, ed è, in quanto secondogenito, molto più predisposto a giocare in compagnia.
Per questo, anche stavolta, temo di fare la figura della mamma un po’ superficiale, che non saprà bene cosa dire…quindi voglio scrivere una lista di aggettivi che descrivono Tobia com’è oggi, per non farmi trovare impreparata, e per vedere nero su bianco, alla fine dell’anno scolastico, cosa sarà cambiato, migliorato o peggiorato.

  • Affettuoso: mentre ti abbraccia dice “nene”, tradotto…ti voglio bene.
  • Autonomo: vuole sempre fare le cose da solo.
  • Buffo: mentre Anna ha una naturale predisposizione alla tragedia, lui è proprio un attore comico.
  • Chiacchierone: ebbene si, non ci salviamo nemmeno con questo figlio.
  • Gentile: dice sempre “grazie”, e subito dopo anche “prego” per non sbagliarsi.
  • Irruento: fisicamente è un caterpillar nelle sue dimostrazioni d’affetto, rabbia, gioia, etc etc.
  • Musicale: ama moltissimo ascoltare musica e “suonare” l’ukulele, una volta di proprietà di Mirko.
  • Rumoroso: ha un tono di voce davvero…importante!
  • Timido: ci mette parecchio prima di dare confidenza a qualcuno.

Per questa giornata di festa, vi offro una canzone dei The Lumineers, Flowers in your hair, magistralmente interpretata da Ramon Mirabet e i RIU.

Buon ferragosto!

Stessa spiaggia, stesso mare.

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E che ve lo dico a fare? Siamo stati in vacanza!
Anche quest’anno le Marche ci hanno accolto per due settimane, e ci hanno regalato temperature tropicali, un mare meravigliosamente calmo e tutta la loro bellezza.
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Il nostro piano di infilarci costumi e ciabatte e non pensare più a nulla, è andato a buon fine.
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Anna e Tobia ci hanno concesso il lusso di dormire ogni mattina fino alle 8-8.30 (!!), e ho visto sempre di più il loro legame crescere e rafforzarsi…si cercano tanto e si divertono tanto.
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Stare insieme tutti e 4 ogni giorno, non ha davvero prezzo, sento che ci aiuta a conoscerci ancora meglio, e a diventare sempre più famiglia. Non ci rinuncerei mai, ed è il motivo per cui farei molta fatica a condividere con altri (siano essi amici o familiari) le mie vacanze…forse lo farò quando i pargoli saranno cresciuti e si rifiuteranno di stare con i loro anziani genitori.
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E poi però si ritorna a casa, e io vado in crisi come un’adolescente.
Per un paio di giorni mi prendono questi attacchi di nostalgia con tanto di nodo alla gola, mentre faccio lavatrici, pian piano riprendo possesso della casa, mentalmente faccio liste della spesa e delle cose da fare, e consolo pure Anna che vorrebbe tornare al campeggio.
Poi mi passa completamente la voglia di infilare il costume e andarmene al lago (o in piscina), come se inconsciamente desiderassi la fine dell’estate, forse per conservare il ricordo più bello (quello delle vacanze al mare) come l’ultimo prima di passare all’autunno…boh?!
Infine, circa al quarto-quinto giorno, riesco a riprendere la vita di prima.
Ormai lo so, e attendo fiduciosa di tornare alla normalità, e dato che leggete questo post, potete stare tranquilli, perchè significa che è già successo.

Vita da spiaggia.

spiaggia

Vivere al lago è bellissimo, noi ce lo godiamo il più possibile, ma devo ammettere che quest’anno ero piuttosto preoccupata all’idea di doverci andare da sola, con due bimbi piccoli entrambi deambulanti e attratti dall’acqua (ebbene si, anche Tobia si è lanciato).
Come per tutte le altre cose, invece, basta organizzarsi un po’ e tutto diventa più semplice.
Ecco i miei trucchi per affrontare la spiaggia (del lago, ma credo valga anche per il mare) senza aiuto:

  1. la crema protettiva la metto a casa, ad almeno uno dei due bimbi, e a me stessa. Il momento migliore per i piccoli di scappare in acqua, infatti, è mentre ti metti la crema, preferibilmente quando te la stai spalmando in faccia, rischiando di ficcartela in un occhio, accecandoti.
  2. la borsa dei giochi da spiaggia è sempre in macchina da giugno a settembre, dimenticarla sarebbe gravissimo.
  3. è necessario rifornirsi di piccoli snack, perchè dopo ogni bagno i bambini devono mangiare qualcosa (sia che facciano 2 bagni o 10)
  4. non ascoltate gli istruttori di nuoto (non me ne vogliano…), se siete da sole in spiaggia con due o più bambini, mettetegli i braccioli! Fare il bagno potrà diventare un’esperienza piacevole anche per voi.
  5. se scappa la pipì, la si fa in acqua (questa cosa sembra difficilissima x alcuni bimbi). Le gite in bagno tutti e tre assieme sono complicatissime.

Oggi, oltre alla mia saggezza (…), vi offro una cover di un pezzo che mi riporta indietro agli anni di Mtv…Everlong dei Foo Fighters. Qui però ve la cantano e ve la suonano i Miracles of Modern Science.

Buon weekend!

Poche regole, ma buone.

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In questi 5 anni da mamma, ho capito che i bambini hanno bisogno di poche e chiare regole, per non andare in confusione.
Dato che uno dei momenti difficili qui sono pranzo e cena, oggi, al momento di metterci tutti a tavola, mi sono detta “poche regole, ma buone” ed ho ricordato ai bimbi come ci si comporta a tavola:
– si sta seduti fermi (tipicamente Anna cade dalla sedia) fino alla frutta, poi ci si può alzare
– non si parla con la bocca piena
– si chiacchiera, non si fanno versi…e magari evitiamo pure le canzoni!
Altrimenti il pranzo si trasforma in un lunghissimo show, e quando poi è ora di pisolino o di bagnetto, i pargoli si lamentano che non hanno nemmeno avuto il tempo di giocare un pochinoooooooo.
Com’è andata?
Tobia in realtà prende molto seriamente il momento del pasto, lui c’ha fame e deve magnà, e poi non ha nemmeno due anni, quindi non si può pretendere troppo.
Con Anna ho dovuto mordermi la lingua tutto il tempo (e non è facile mentre si mangia!), dato che ha usato le mani al posto della forchetta (a 5 anni anche no…) e poi se le puliva sulla maglietta e/o sul cuscino, ogni tanto si dava una grattatina ai piedi, mostrava a tutti la lingua mentre stava masticando, ha interrotto continuamente me e Mirko che tentavamo invano di scambiarci qualche informazione (mica si prova a conversare, eh).
In fondo le regole le ha seguite, ma, chissà come mai, sento che sia stato un fallimento.
Si accettano consigli!!

Voi, invece, accettate una cover? Oggi vi offro Walking on sunshine, in una versione di Greg Holden.

Buon weekend!