La Puglia nel cuore.

 

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In realtà siamo tornati già da un paio di settimane, e dopo giorni e giorni di lavatrici eccomi qui con alcune immagini della nostra vacanza.
Quest’anno ci siamo avventurati fino in Puglia, ospiti di un delizioso villaggio, il Riviera Camping Village, posto ideale per una vacanza rilassante, dove godersi il mare e riempirsi la pancia con le delizie del posto.
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Il Villaggio si trova su di una striscia di terra tra il mare e il Lago di Varano (potevamo forse stare lontani da un lago?).
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Le nostre vacanze con i bambini, sono fatte di giornate che iniziano la mattina presto, tanti bagni al mare, giochi con la sabbia e poco altro…
Ci siamo concessi un paio di uscite serali, ma la nostra Anna si è addormentata in macchina prima ancora di arrivare al ristorante, per capirci!
Perciò abbiamo organizzato una gita a misura di bambino, al Museo Paleontologico dei dinosauri (nuova grande passione di Anna e di Tobia), e così, dopo un’ora di viaggio nell’entroterra, accompagnati da due vocine entusiaste che urlavano “di-no-sau-ri!!”, siamo arrivati a destinazione. Giusto il tempo di pagare il biglietto d’ingresso, e Tobia ha cominciato a piangere disperato, terrorizzato da un piccolo T-rex.
Lui il giro del parco non l’ha proprio voluto fare, Anna invece, dopo aver superato una certa preoccupazione inziale, si…per fortuna!!
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Ci siamo trovati benissimo, e poi…vabbeh…a me basta essere in vacanza con la mia famigliola ed ogni cosa mi sembra splendida, il mare della Puglia, però, lo è davvero.
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Istanti.

Versione 3

 

 

 

Ci sono dei momenti in cui guardo i miei figli, e per un attimo riesco ad immaginare come saranno da adulti.
Succede all’improvviso, mentre li sto aiutando a lavarsi i denti, o li osservo giocare, o quando stiamo per uscire di casa…per un istante riesco a cogliere nel loro volto una fisionomia adulta.
E non lo so se sto soltando notando qualche somiglianza con un familiare, o se invece sono di fronte ad una loro particolare espressione che mi e li accompagnerà per la vita: quando si vestiranno in autonomia e usciranno con i loro amici, quando andranno a vivere da soli e verranno a trovarmi nel fine settimana.
Lo so che suona un po’ (troppo?) sentimentale e melenso, ma sono istanti rari e preziosi che mi emozionano sempre tanto, come se avessi il privilegio di osservare dal buco della serratura della loro vita futura.

L.O.V.E.

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Pare che in molti, questo weekend, festeggeranno una buffa ricorrenza, scambiandosi cioccolatini e mazzi di fiori, nella migliore delle ipotesi… (non vogliamo parlare di peluches, palloncini e qualsiasicosa a forma di cuore, vero?)
Da queste parti non è un’abitudine, ma…se vi serve un po’ d’ispirazione musicale…vi offro una canzone d’amore che mi è sempre piaciuta: l.o.v.e. di Nat King Cole, qui però ve la canta Daniela Andrade.

Buon weekend!

Weekend di festa.

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No, non vi siete dimenticati di qualche festività nazionale…domenica siamo solo stati alla prima festa di Carnevale.
Quest’anno i bimbi (più Anna, in realtà) hanno richiesto come tema Dragon Trainer, un film d’animazione, e quindi ho realizzato una Furia Buia e una Astrid.
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Per il costume da Sdentato di Tobia ho seguito questo tutorial, ma per le ali ho optato per una soluzione molto più semplice: un bel foglio di feltro nero da ritagliare.

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Per il costume di Anna, invece, mi sono arrangiata…feltro per gli stivali e per la gonna, gocce di perla per le borchie e DAS per i teschi. Sugli avambracci un calzino, dal quale ho tagliato tallone e punta, con arrotolato sopra un filo di lana piuttosto grosso.
Per fare le spalline, invece, ho dato un’occhiata qui, ma ho poi utilizzato un foglio autoadesivo per superfici, ritagliato e ripiegato su se stesso per formare le 5 strisce, che ho cucito assieme. Sopra ci ho incollato dei feltrini (quelli da mettere sotto le sedie, per capirci) colorati di grigio con gli acquerelli.
Et voilà…Astrid!


E voi? Siete pronti per Carnevale?

Pianificazione.

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Si, è vero, mi sono presa una piccola pausa dal blog.
Colpa degli eccessivi festeggiamenti per il mio post numero 100 (!!!)? No.
Il fatto è che, nonostante avessi un pezzo già pronto (cosa rarissima per me), non volevo pubblicare nulla prima di capire bene come proseguire qui. Purtroppo non riesco sempre a scrivere quanto vorrei, e ultimamente mi ero ridotta a farlo solo di venerdì, e dovendo pure trovare una cover…perciò ho deciso che il venerdì vi offrirò come sempre, qualcosa da ascoltare, ma scriverò negli altri giorni della settimana.
Ammetto che mi piacerebbe fare una pianificazione seria, divisa per argomenti, sicura di avere sempre qualche foto da mostrarvi, nuove storie da raccontarvi, progetti e idee da spiegarvi…ma conosco i miei limiti, e vi posso solo promettere che scriverò. Un po’ quel che mi pare e quando mi capita!
Detto questo (ammesso che vi potesse interessare), mi va di ricominciare proprio di venerdì, come il primo giorno di questo 2016, perciò con una cover, e con un omaggio.
A David Bowie, artista che ho conosciuto non per le sue canzoni, ma grazie ad un film, Labyrinth, che me lo aveva fatto amare all’istante, e che mi aveva portato poi ad apprezzare la sua musica.
Vi offro Space Oddity, interpretata dall’ottimo Passenger.


Buon weekend!

In ritardo.

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I mercatini di Natale hanno già aperto, i supermercati vendono Pandori, Panettoni, addobbi, letterine per Babbo Natale (???) e calendari dell’avvento da almeno un mese…si vedono i primi (terribili) poggioli decorati con improbabili luci multicolori che lampeggiano come impazzite, e non posso fare a meno di sentirmi…in ritardo!
Non ho preparato il calendario dell’avvento, non ho acquistato tutti i regali (figurarsi averli impacchettati), non ho fatto l’albero…e certo, siamo ancora in Novembre! Ma con tutte queste pressioni dall’esterno, devo ripetermi come un mantra “C’è ancora tempo, stai tranquilla”.
E sì che amo moltissimo il Natale, eh…vi prego, ditemi che non sono l’unica a sentirmi così.
Devo ammettere, però, che mi sono già dedicata ad alcune attività natalizie:
– un giro ai mercatini l’ho fatto, ma a mia discolpa posso dire che ce li ho a 5 minuti da casa, e avevo voglia di un vin brulè;
– ho realizzato delle decorazioni per l’albero, ma all’asilo nido di Tobia, su invito delle maestre, per l’albero che addobberanno i bambini;
– ho ascoltato una serie di canzoni di Natale, ma alla ricerca di cover per il blog, per non rischiare di perdermi qualche venerdì;
– ah…e ho aperto il primo pandoro, stamattina per colazione, ma non c’era molto altro in casa, e non l’ho comperato io!

Per non entrare troppo presto in questa atmosfera festosa, intrisa di spiritualità e buoni sentimenti, oggi vi offro Marilyn Manson e la sua versione di Personal Jesus.


Buon weekend!

Autunno dalla A alla Z

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A come addobbi. Dopo i lunghi mesi estivi, ricominciare a decorare la casa (con zucche, foglie, pigne…) la rende più accogliente.
B come berretti. L’aria fredda che c’è al mattino e le orecchie dei bimbi non vanno d’accordo, e poi a me i berretti piacciono.
C come castagne. Quelle “matte” da raccogliere al parco, e quelle da mangiare nei primi pomeriggi bui.
D come danza. Da sempre in autunno ricominciavo con le lezioni di danza, è andata così per tanti tanti anni (25 più o meno). Quest’anno però sarà Anna ad iniziare il suo primo corso di danza.
E come esagerazioni. Si possono incontrare sia la ragazza in shorts e maglietta, che c’è ancora un filino di sole e io c’ho ancora un filino di abbronzatura, sia la signora con i moonboot e la giacca a vento, che sono un filino freddolosa.
F come fotografia. Mi sono iscritta ad un corso di fotografia che inizierà ad ottobre, chissà che le immagini su questo blog non migliorino un po’…
G come ghiande. Belle ed autunnali, le ho usate assieme alla lana per farne degli addobbi natalizi due anni fa, mi hanno ispirato il berretto di Tobia l’anno scorso, e quest’anno chissà…
H come hairstylist (si, lo so che parrucchiera andava bene uguale, ma l’H mi metteva proprio in crisi). I miei capelli crescono in modo disordinato e selvaggio da anni ormai, c’è bisogno di addomesticarli, e pare che la fine dell’estate sia un buon periodo per farlo.
I come infusi. Divano + infuso sono un must nelle serate d’autunno.
L come lavoro. Devo trovare qualcosa da fare. Punto.
M come malattie. Inutile illudersi, i miei figli vanno all’asilo e si ammaleranno, contagiando a turno me e Mirko (per la cronaca, già sono iniziati i primi smoccolamenti).
N come nonni. I miei genitori fanno vita nomade in estate (beati loro!!), perciò ora possiamo ricominciare a goderci la loro compagnia e il loro supporto.
O come ordine. Durante i due mesi di mamma a tempo pieno di due creature, qualcosa si doveva pure tralasciare per sopravvivere, ed io ho scelto la mia casa, e lei me lo ricorda sfacciatamente ogni giorno. E poi si, pure io ho letto Il magico potere del riordino, e devo fare qualcosa.
P come passeggiate. In questa stagione, le temperature ideali e i colori meravigliosi che offre la natura, rendono ogni passeggiata un po’ magica.
Q come “quando faccio il cambio stagione?” ma anche “quando si fa il cambio dell’ora?” Ovvero i grandi interrogativi autunnali: sono certa che se faccio il cambio stagione dell’armadio, ci sarà un insolito aumento delle temperature che mi farà rimpiangere i sandali. Il cambio dell’ora, invece, rimane per me un mistero…quand’è? Si sposta in avanti o indietro? Insomma, dormo di più o di meno? (ah…no, ho due figli piccoli…quanto dormo dipende solo da loro)
R come regali. Di solito comincio a fare liste per quelli di Natale, faccio ricerche online…insomma, ha inizio la Babbo Natale metamorfosi.
S come stivali di gomma. Chi non li aveva da bambino? Io ce li ho pure adesso, e non vedo l’ora di indossarli.
T come torte. Finito il caldo, si può di nuovo usare il forno, e…che la produzione di dolci abbia inizio! Ci saranno pure un paio di torte di compleanno da preparare.
U come uncinetto. Mi piace, in questo momento dell’anno, realizzare piccole cose da regalare agli amici, ma anche per noi.
V come vin brulè. Che ti bevi con le castagne sennò?
Z come zucca. Ovunque: in muffin, torte, minestre, risotti, caffè…e ovviamente come decorazione!

Riciclo e cucito.

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Oggi voglio condividere con voi un semplicissimo progetto per realizzare un berrettino utilizzando una vecchia maglietta, io ne ho fatti due, per Anna e Tobia.
Ecco come.
Dopo aver misurato la circonferenza della testa con il metro, ho segnato  l’esatta metà sul bordo della maglia inferiore, poi ho riportato metà della misura presa dalla nuca alla fronte ed ho ritagliato due semicerchi. Non ho aggiunto cm per la cucitura, perché il tessuto della maglietta è stretch e il berrettino deve stare aderente.
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Quindi ho semplicemente cucito assieme le due parti, rigirato il berretto, et voilà…fatto.
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Trovo comodissimi questi berrettini, occupano pochissimo spazio in borsa e sono perfetti per una giornata un po’ ventosa e fresca, o per un bimbo che ha la testa sudata e deve affrontare un negozio con l’aria condizionata a -15°, io li ho sempre con me. E poi è un progetto a costo zero, dato che si riciclano magliette che non vanno più bene (e con i bimbi ce ne sono sempre tantissime).
Ci provate anche voi?

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Siamo rinchiusi in casa da due giorni, perchè Anna ha la febbre. Avrei un sacco di cose da fare là fuori, come cominciare la difficile ricerca dei regali di Natale, e invece sono qui…in gabbia.
Perciò, senza tanti giri di parole, Rusty Cage è il brano che vi faccio ascoltare oggi, niente Soundgarden però…vi offro Johnny Cash.

Spero di potervi raccontare meraviglie del fine settimana, che siamo stufi di essere sempre un pochino malaticci da queste parti (e rigorosamente a turno).
Intanto buon weekend!

TGIF

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E niente, non ce l’ho fatta a scrivere nulla questa settimana…che vi devo dire? Lunedì Anna ricomincia ad andare all’asilo, e sono fiduciosa che riuscirò a far meglio!
Qui Tobia prova costantemente a camminare, tra una caduta e l’altra, Anna invece prova costantemente ad attentare alla sua salute e a quella di Merida, i piccoli di casa, ma non fa a posta eh…perciò non mi posso distrarre troppo, e poi ci stiamo godendo gli ultimi (o i primi?!) giorni d’estate.
La mia bimba, qualche giorno fa, mi si è avvicinata piena di entusiasmo con una richiesta “mamma, mi insegni a far scoppiare le dita?”, “qualcuno ti ha dato fastidio?” è quello che avrei voluto risponderle, ma è ancora troppo piccola per capire l’ironia, perciò le ho spiegato cos’è un raudi.
(per voi che capite l’ironia)
Ovviamente abbiamo provato un po’ a schioccare le dita, ma con scarsi risultati per ora.

Dato che da lunedì passerò buona parte della giornata con un figlio solo, mi sento piuttosto leggera, e vi voglio far ascoltare una canzone leggera e spensierata…Happy, nella versione dei Walk off the earth assieme ai Parachute.

Buon weekend!