2 giorni a Natale

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Oggi è stato l’ultimo giorno di scuola per Anna e Tobia, prima delle vacanze, ma non sono tornati a casa carichi di entusiasmo e gioia…bensì staaaanchi, spossati da questi primi mesi di novità: la scuola materna per Tobia e quella elementare per Anna. Posso fare per entrambi un bilancio assolutamente positivo di questi mesi, ma hey…per loro sono tante ore lontani da casa, ed ora avranno finalmente la possibilità di riposarsi un po’ e di fare con calma. E (forse) io pure.

Domani compirò 36 anni. Ci arrivo con gli strascichi di un’influenza, un capello bianco e un antipatico dolore alla spalla che non se ne vuole proprio andare. Ma quanto mi piace compiere gli anni con tutta quest’atmosfera festosa e magica…tanti auguri a me!!

E dopodomani…Natale!!!
Il che significherà venire svegliati da due bambini urlanti, per poi essere travolti da sorrisi, regali, baci, giochi, e poi parenti, auguri, ancora regali, un’abbuffata, ulteriori bambini urlanti, baci, e poi altri parenti, altri auguri, altri regali, tanti “nograzieabbiamomangiatodavverotroppomagariuncaffè”, altri bambini urlanti, altri baci…e poi finalmente CASA!

Il sottofondo musicale per questi giorni di festa ve lo offro io anche questo venerdì: Last Christmas, degli Wham!, in una versione molto più festosa dei Postmodern Jukebox.

Buon weekend e buon Natale!

9 giorni a Natale.

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Mancano solo nove giorni a Natale, il tempo scorre velocissimo e non sono passata qui sul blog molto spesso…perciò vi farò un riassunto del mio ultimo mese: scuola, compiti, amici, calendario dell’avvento, mercatini di Natale, fuochi d’artificio, danza, bavaglini scomparsi, Santa Lucia, cartoni animati, litigi tra fratelli, compleanni, freddo e ghiaccio, regali nascosti nei posti più remoti della casa, Netflix, ansia, cioccolato.
Il tutto non esattamente in quest’ordine.
Non mi dilungo troppo, perchè oggi è venerdì ed è tempo di cover…natalizia, visto il periodo.
Vi offro Tommy Emmanuel, niente meno, con Rockin’ around the Christmas tree. A presto!!!

E buon weekend!

Tre anni di Tobia.

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Il piccolo di casa domani compie tre anni.
Ormai frequenta la scuola dell’infanzia (quasi ogni giorno) con gioia, e lì, come a casa, fa ridere chi gli sta intorno e poi…canta. Il suo passatempo preferito è ancora “suonare” l’ukulele di Mirko e cantare davanti al microfono di Anna, pare che la musica sia una vera passione per lui.
Per questo oggi voglio proporvi un post in stile Alta fedeltà, proponendovi le canzoni preferite da Tobia in quest’ultimo periodo.

Top 3 canzoni in macchina.
In macchina non ascoltiamo canzoni per bambini, mai…chi guida non deve soffrire.

1. Safe Travels, Lisa Hannigan
2. Toxicity, System of a down
3. Virginia May, Gregory Alan Isakov

Top 3 canzoni per la nanna.
Ecco…queste tocca cantarle a me, decisamente non benissimo.

1. Safe travels, Lisa Hannigan
2. Suddenly, Swear and Shake
3. The water, Jhonny Flynn

Top 3 video musicali.
Con i video siamo genitori più comprensivi, sono concessi Zecchino d’oro e quant’altro, ma Tobia ha un gusto un po’ retrò.

1. Il grande Mazinga (sigla tv), Superobots
2. Safe Travels, Lisa Hannigan
3. Furia cavallo del west (sigla tv), Mal

Noterete l’amore per un brano in particolare, da gustare nei vari momenti della giornata, anche in video.
E capirete perchè oggi non vi offro una cover, ma un video originale…di Safe Travels, bellissimo pezzo di Lisa Hannigan.
E dopo averlo visto, capirete anche perchè i miei bimbi (pure Anna ovviamente) lo adorano!


Buon weekend!
E tanti auguri al mio Tobia!

L’arte di saper rinunciare.

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Ogni giorno vengo inevitabilmente a contatto con molte mamme, e nella maggior parte di loro (ma in me per prima) vedo molta tensione e tanti sorrisi tirati rivolti ai loro piccoli, sorrisi che sanno di stanchezza e responsabilità, troppe responsabilità. E non mi riferisco soltanto agli obblighi che ci sentiamo di avere nei confronti dei nostri figli.
Già, perchè una mamma, al giorno d’oggi, deve aver letto almeno due o tre testi di psicologia infantile ed essere sempre aggiornata sugli ultimi sviluppi della pedagogia, praticare la resilienza come suo unico credo, e mai, per nessun motivo, alzare la voce. Questo per poter crescere dei bambini…sani di mente, perchè la loro felicità non è comunque garantita.
Inoltre deve dedicarsi con amore alla cucina, saper preparare dei piatti gustosi, sani e senza glutine, latticini, o altre sostanze che il diavolo ha messo sulle nostre tavole.
Deve avere estrema cura del suo aspetto fisico, perchè l’essere diventata mamma non può certo diventare una scusa per lasciarsi andare…e quindi largo alle più disparate (e disperate) attività fisiche, alle dichiarazioni di guerra a cellulite e rughe (entrambe battaglie perse, per altro) e allo shopping compulsivo, che mica ci si può vestire come una nonna, e nemmeno in tuta da ginnastica, neanche per andare a guardare i tuoi figli che si rotolano nella terra al parco giochi, non sia mai.
Una madre che si rispetti, poi, deve avere anche una casa rispettabile, che assomigli il più possibile ad una rivista di arredamento, ma con alcuni tocchi personali. Per questa ragione deve sviluppare nel tempo libero (…quale???) le sue qualità manuali per esercitare la nobile arte del fai da te, rigorosamente riciclando materiale che altrimenti finirebbe nei rifiuti. Ciclicamente, infine, deve dedicarsi al decluttering (non sapete di cosa parlo? Andate subito a leggervi il libro di Marie Kondo, per carità!), ribaltando ogni angolo della casa ed entrando in connessione con ogni singolo oggetto che essa contiene, per decidere se tenerlo o meno. Una casa in ordine, infatti, garantisce la serenità.
Se poi ha la fortuna di crescere i suoi figli assieme ad un compagno, beh…la sera dovrebbe tirar fuori tutta la sua carica erotica (anzichè sdravaccarsi finalmente sul divano), non dimentichiamo quanto sia importante esplorare la propria sessualità per sentirsi finalmente libere.
Una madre che lavora, ricordiamolo, non deve certo accontentarsi di un part-time, rinunciando ad alcune mansioni, no! Deve invece dimostrare a tutti i colleghi uomini di poter fare meglio di loro, in meno tempo, e possibilmente guadagnando meno.
Mentre invece, alle mamme che stanno a casa, delle fallite, non è assolutamente mai concesso aver bisogno di aiuto, visto che non lavorano.
Ecco.
Ora capite i sorrisi tirati?
Io credo che sia proprio arrivato il momento di guardarsi allo specchio e di dirsi che “non ce la possiamo fare”, semplicemente perchè le cose importanti non sono queste.
Prendiamoci una pausa, quando ne abbiamo bisogno, e lasciamo indietro qualcuno dei nostri “doveri”, ricordiamoci che chiedere aiuto non significa aver fallito, e cerchiamo di giudicarci meno. Un sorriso sincero ed i capelli un po’ arruffati non possono che giovare a noi e a chi ci circonda.
Cominciamo a praticare l’arte del saper rinunciare (alla perfezione).

Momenti preziosi.

momentipreziosi

 

 

 

Una delle cose che mia figlia, da brava primogenita, non sopporta, è restare da sola.
Io, avendo un fratello più grande, non ho mai avuto questo problema alla sua età, ma ricordo che più avanti, quando ero adolescente, andavo nel panico all’idea di dover trascorrere un sabato pomeriggio senza amici, nella solitudine della mia camera.
Adesso invece le cose sono decisamente cambiate.
Qualche settimana fa eravamo in una pizzeria, e i bimbi erano corsi a giocare nel giardino non appena finito di mangiare, seguiti a ruota da Mirko, un po’ padre ansioso che deve vegliare sulla loro incolumità, un po’ padre giocherellone che si diverte quasi più di loro a rincorrerli in un prato.
Io invece ero rimasta al tavolo, in assoluto relax, quando un cameriere mi si è avvicinato e mi ha detto, preoccupato: “È rimasta sola signora?”
Ecco quello che avrei voluto rispondere:
“Intanto, mi fa ancora strano che mi si chiami signora, a me che darei del Tu a chiunque mi trovi di fronte, perciò parti male. E comunque perchè dovrebbe essere un problema se una “signora” rimane per qualche minuto senza figli e marito? Hai idea di quante volte mi succeda di avere un minuto di silenzio durante la giornata?
E tu l’hai interrotto.
Per darmi della signora.
Sparisci!”
Quello che ho fatto, invece, è stato ricambiare la sua preoccupazione con un sorriso educato e ordinare il dolce per i bambini, perchè alla fine il pensiero di una mamma è sempre rivolto a loro.
Questi fatti sono avvenuti alla fine di agosto, dopo due mesi a strettissimo contatto con i miei bambini.
Ora però è arrivato settembre, finalmente le scuole hanno riaperto le loro porte, ed io ho ricominciato ad avere del tempo per me, da trascorrere sola, in silenzio, senza nessuno che mi chieda di giocare, leggere una storia, disegnare, procurare cibo, acqua…senza nessuno che mi si sieda addosso non appena riesco a riappropiarmi del divano (altrimenti sommerso da giocattoli di vario genere).
Finalmente ho di nuovo i miei preziosi momenti di solitudine.

Can’t find my way home.

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Oggi vi voglio offrire una cover senza un motivo particolare, se non che è venerdì e si tratta di un gran bel pezzo. Eccovi Can’t find my way home, dei Blind Faith, in una strepitosa versione di Ellen McIlwaine (ascoltatevi pure la sua cover di Higher Ground!!).
Purtroppo non ho trovato un video che sia all’altezza della canzone, perciò voi concentratevi sulla musica e lasciate perdere le immagini, ok?

E buon weekend!

Feel Good Inc.

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E così siamo giunti all’amato weekend lungo di Ferragosto!
E quindi vi offro una canzone per la colonna sonora dei vostri festeggiamenti, perchè io, alla fine, la festa non l’ho mica organizzata…
Il pezzo è Feel Good Inc. dei Gorillaz (ve li ricordate?!), in una versione anche più bella dell’originale, di Josh Pow (che ahimè un sito non ce l’ha…).


Buon weekend!

Weekend medievale.

 

 

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Un po’ di immagini dal fine settimana appena passato.
Siamo andati a visitare Castel Beseno, nei pressi di Rovereto, in occasione dell’evento “All’armi! All’armi!”, una rievocazione storica che ha animato il castello (già bellissimo di suo) con combattimenti in costume, giochi e musica del Cinquecento.
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Anna ha, giustamente, voluto indossare il suo copricapo da dama di corte, comprato durante un’altra manifestazione medievale, d’altronde qui in Trentino siamo pieni di castelli, che ci volete fare…
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Neanche a dirlo, i bambini erano un po’ spaventati dal suono dei tamburi (!!!)
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Il Villaggio dei giochi, invece, è stato molto apprezzato…da tutta la famiglia.

Buona settimana!

 

I wanna be like you.

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In questi ultimi giorni io e i bambini siamo bloccati in casa a causa di uno sgradito virus intestinale, e questo ha avuto le seguenti ripercussioni sulle nostre vite:
1. abbiamo visto cartoni animati a iosa
2. la casa è diventata una specie di giungla
3. ho seriamente invidiato chi ha potuto godersi il sole e il caldo, mentre io facevo lavatrici e pulivo ossessivamente il bagno.
Ed ecco che tutto ciò mi ha ispirato la cover di oggi. Vi offro, infatti, un pezzo tratto da un film Disney (vedi punto 1), il Libro della giungla (vedi punto 2), che si chiama I wanna be like you (vedi punto 3). Ce la canta un personaggio davvero interessante, Julien Mueller, in una location…suggestiva.


Buon weekend!

Agosto.

 

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Agosto è un mese che non mi è mai stato troppo simpatico.
Generalmente sono già stata in vacanza, e quindi l’estate mi sembra un po’ finita, mentre tanti amici sono in ferie e non si sa mai chi chiamare…e poi c’è Ferragosto, una di quelle inutili ricorrenze in cui bisogna per forza festeggiare (…ma cosa?), e che ti obbliga a rispondere alla fatidica domanda “voi che fate a Ferragosto?”
Praticamente un odioso assaggio del ben peggiore “voi che fate a Capodanno?”
Quest’anno, però, agosto me lo vorrei proprio godere assieme ad Anna e Tobia, mettendo da parte i miei preconcetti, perchè a settembre ci saranno importanti nuovi inizi per loro.
Tobia comincerà la scuola dell’infanzia. E questo significa che non sarà più il bambino piccino che ascolta sempre la sua mamma (ammesso che prima lo facesse…), e che, quando andrò a prenderlo, le maestre me lo consegneranno…vivo! Non saprò più se ha mangiato, dormito, litigato con qualcuno, se la sua è stata una buona giornata…nulla.


Anna invece affronterà la prima elementare. E questa è una cosa enorme!!! Insomma, la scuola quella vera, basta infanzia…ci saranno pomeriggi di compiti, amicizie intense e sempre più indipendenza. E non ci sarà nemmeno più qualcuno che me la consegna personalmente, uscirà dal portone assieme ad una mandria di bambini di ogni età.


E io non sono pronta.
Vederli crescere è una gioia, saperli più indipendenti mi riempie di orgoglio ( e mi fa pure tirare un po’ il fiato in certe occasioni…), ma mi mancheranno sempre le loro guance cicciotte e i loro occhioni pieni di stupore.
Stai a vedere che stavolta agosto mi piacerà, e farò pure un festone per il 15!