Una giornata perfetta.

una giornata perfetta

Giovedì mattina.
La macchina organizzativa della fam. Parolepiccole stava funzionando alla perfezione: ci siamo svegliati tutti e quattro insieme, abbiamo fatto colazione in tempi ragionevoli e ci siamo preparati ad uscire senza grossi intoppi e senza le tipiche tragedie mattutine “ma io volevo giocare ancoraaaaaa!” o “ma io volevo mettermi una gonnaaaaaa!”.
Alle 8:30 eravamo in macchina pronti a partire.
Il piano era il seguente: prima tappa alla scuola di Anna, dove io sarei rimasta in macchina con Tobia (pieno di catarro, perciò non era il caso di farlo entrare in quel covo di germi che è un asilo) mentre Mirko avrebbe accompagnato Anna; seconda tappa l’ufficio Mirko; terza e ultima tappa l’ambulatorio del pediatra di Tobia.
Tutti pronti a partire, quindi, non fosse che la macchina (non quella organizzativa stavolta) ha deciso di non partire.
Siamo scesi tutti quanti, e mentre Mirko da casa chiamava il nostro meccanico di fiducia, io accompagnavo Anna a scuola, a piedi e sotto l’acqua (poteva forse non piovere per rendere il tutto ancora più fastidioso?), e chiamavo i miei genitori per verificare che fossero liberi nel caso la macchina non fosse ripartita.
Il meccanico sarebbe anche arrivato in 5 minuti, se Mirko non avesse dimenticato le sue chiavi dentro la macchina, perciò ha dovuto aspettare che io rientrassi a casa, cosa che ho fatto con un filino di ansia e di fiatone vista la situazione…
Risultato: la batteria della macchina andava sostituita, perciò nonostante il nostro piano, abbiamo dovuto per l’ennesima volta chiedere il supporto dei miei genitori che mi hanno accompagnata dal pediatra.
Il povero Tobia invece, e qui le mamme omeopatiche facciano un bel respiro profondo, dovrà sottoporsi ad aerosol con broncodilatatore e cortisone, il tutto condito dall’antibiotico.
Che dire?! Ormai mi scivola tutto addosso…
Ora però mi piacerebbe godermi una bella giornata di sole, una giornata perfetta.
Con questa speranza nel cuore vi offro Perfect day, di Lou Reed, in una cover dei The jolly boys…che dirvi…non ho ancora capito se questa versione è talmente brutta da risultare bellissima, o se è semplicemente geniale. Di certo c’è che questi signori qua io li vorrei nella mia cucina ogni lunedì mattina (peccato che uno di loro non ci sia più r.i.p.)

Buon weekend!

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2 pensieri su “Una giornata perfetta.

  1. Devo dire che questa versione non mi dispiace affatto. Chiaramente il reggae ha una tempo di sopportazione non superiore ai 10 minuto, ma per il momento è piacevole. Devo anche aggiungere che non mi ha nemmeno mai fatto impazzire la versione originale, per cui questa, più giocosa, vince! 😀

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